Mercoledì 5 Aprile ore 13:00, si terrà il primo appuntamento del ciclo di Seminari storico-giuridici di Roma Tre. Introdurrà i lavori il Prof. Luca Loschiavo con uno studio su Diritto, religione e politica nella Roma del IV secolo, di cui alleghiamo l’abstract

ABSTRACT

Per quanto rapido sia stato, il regno di Giuliano (autunno 361 – estate 363) fece venire al pettine molti nodi che la svolta costantiniana aveva generato ma che erano rimasti latenti e irrisolti per quasi mezzo secolo. Giuliano aveva lucidamente indicato nel ritorno alla tradizione – e nel rinnovamento di questa – la via per contenere la crescita del cristianesimo, dando con ciò coraggio ai molti che rifiutavano di accogliere i nuovi e per molti versi ancora incerti modelli che i cristiani proponevano. I cristiani, dal canto loro, non tardarono a comprendere la serietà della minaccia che ciò rappresentava per loro e furono indotti a mutare in parte l’atteggiamento nei confronti dello stato imperiale.

Nel contesto della vecchia capitale, la contrapposizione assumeva una valenza peculiare. Qui, infatti, si trovavano a convivere e confrontarsi il vecchio senato – che incarnava l’antica tradizione e che però rimaneva un considerevole centro di potere anche per via delle enormi capacità finanziarie che le grandi famiglie senatorie mantenevano – e una comunità cristiana il cui vescovo si stava adoperando per affermare il suo ruolo preminente all’interno della cristianità (un ruolo che già Costantino gli aveva riconosciuto). A Roma, inoltre, il confronto era complicato dal fatto che sia il senato sia il papato erano a loro volta attraversati da fortissime tensioni interne.

Salendo al trono, all’inizio del 364, Valentiniano I è ben consapevole della gravità del compito che lo attende. La copiosa legislazione indirizzata specificamente a Roma (al prefetto urbano, al senato, al pontefice) rivela non solo la perdurante attenzione per la città da parte di un imperatore ‘assente’, ma anche il tentativo di utilizzare lo strumento legislativo per sperimentare nuove soluzioni, introdurre nuovi equilibri, orientare in un senso o nell’altro la politica cittadina.

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